OBBLIGHI DEGLI INSTALLATORI.

ABROGATA LA LEGGE 46/90, SOSTITUITA DAL DM 37/08
Il 27 marzo 2008 è stata abrogata la Legge n. 46 del 5 marzo 1990 recante: “Norme per la sicurezza
degli impianti”. Decaduti anche tutti i relativi decreti attuativi come il regolamento di esecuzione della
L. 46/90, il DM di approvazione del modello della dichiarazione di conformità ecc. ecc..
Da tale data entra in vigore Decreto Ministeriale n. 37 del 22 gennaio 2008 il “Regolamento recante
riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici” che la
sostituisce, nei fatti, integralmente.
Con la pubblicazione in data 12/03/2008 sulla Gazzetta Ufficiale numero 61 del Decreto Ministeriale n. 37
del 22 gennaio 2008, che entrerà in vigore dopo 15 giorni dalla pubblicazione, cioè il 27 marzo 2008, è stata
abrogata quasi tutta la Legge 46/90 e relativo Decreto attuativo. Della L. 46/90 restano in vigore solamente
degli articoli: 8 – Finanziamento dell’attività di normazione tecnica – , 14 – Verifiche e 16 – Sanzioni.
Riguardo all’articolo 6 della “vecchia” L. 46/90 inerente le sanzioni, le medesime trovano applicazione ma in
misura raddoppiata per le violazioni degli obblighi previsti dal nuovo DM 37/08.
RIPORTIAMO ALCUNE IMPORTANTI NOVITÀ DEL DECRETO MINISTERIALE N. 37 DEL 22
GENNAIO 2008.
L’AMBITO DI APPLICAZIONE (art 1)
Il DM 37/08 si applica agli impianti posti al servizio degli edifici, indipendentemente dalla destinazione
d’uso, collocati all’interno degli stessi o delle relative pertinenze. Se l’impianto è connesso a reti di
distribuzione si applica a partire dal punto di consegna della fornitura. NON PIÙ, QUINDI AGLI IMPIANTI
DI TIPO CIVILE, MA ANCHE PER QUELLI NON CIVILI, cosa peraltro che già avveniva per gli impianti
elettrici ma non per gli impianti termici o gas.
CLASSIFICAZIONE DEGLI IMPIANTI (art 1)
Sono sempre classificati in sette tipologie elencati come prima: a), b), c), d), e), f), g), ma la classificazione è
diversa anche in modo rilevante. Di seguito con una tabella si evidenziano le differenze:
L. 46/90 DM 37/08 Differenza
a) gli impianti di produzione, di trasporto, di
distribuzione e di utilizzazione dell’energia
elettrica all’interno degli edifici a partire dal
punto di consegna dell’energia fornita dall’ente
distributore;
a) impianti di produzione, trasformazione,
trasporto, distribuzione, utilizzazione
dell’energia elettrica, impianti di protezione
contro le scariche atmosferiche, nonché gli
impianti per l’automazione di porte, cancelli e
barriere;
Sono inserite le seguenti definizioni: la
trasformazione degli impianti, gli impianti di
protezione contro le scariche atmosferiche e
quelli delle automazione di porte, cancelli e
barriere. Per questi ultimi impianti, pare,
indipendentemente dal tipo di alimentazione.
b) gli impianti radiotelevisivi ed elettronici in
genere, le antenne e gli impianti di protezione
da scariche atmosferiche;
b) impianti radiotelevisivi, le antenne e gli
impianti elettronici in genere;
Non comprende più gli impianti inerenti la
protezione contro le scariche atmosferiche.
c) gli impianti di riscaldamento e di
climatizzazione azionati da fluido liquido,
aeriforme, gassoso e di qualsiasi natura o
specie;
c) impianti di riscaldamento, di
climatizzazione, di condizionamento e di
refrigerazione di qualsiasi natura o specie,
comprese le opere di evacuazione dei prodotti
della combustione e delle condense, e di
ventilazione ed aerazione dei locali;
Sono inseriti esplicitamente gli impianti di
refrigerazione, così sono inserite le opere (non
specificate diversamente) di evacuazione dei
prodotti delle condense, di ventilazione ed
aerazione.
d) gli impianti idrosanitari nonché quelli di
trasporto, di trattamento, di uso, di accumulo e
di consumo di acqua all’interno degli edifici a
partire dal punto di consegna dell’acqua fornita
dall’ente distributore;
d) impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura
o specie;
Pur essendo la definizione diversa, non si
tratta di diversa tipologia di impianti.
e) gli impianti per il trasporto e l’utilizzazione
di gas allo stato liquido o aeriforme all’interno
degli edifici a partire dal punto di consegna
del combustibile gassoso fornito dall’ente
distributore;
e) impianti per la distribuzione e
l’utilizzazione di gas di qualsiasi tipo,
comprese le opere di evacuazione dei prodotti
della combustione e ventilazione ed aerazione
dei locali;
Sono inserite esplicitamente le opere (non
specificate diversamente) di evacuazione dei
prodotti delle condense, di ventilazione ed
aerazione.
f) gli impianti di sollevamento di persone o di
cose per mezzo di ascensori, di montacarichi,
di scale mobili e simili
f) impianti di sollevamento di persone o di
cose per mezzo di ascensori, di montacarichi,
di scale mobili e simili;
Identica definizione
g) gli impianti di protezione antincendio. g) impianti di protezione antincendio. Identica definizione
La differenza tra le tipologie di impianti è ancora maggiormente specificata se si entra nel dettaglio
delle definizioni (art. 2). Di seguito una tabella che aiuta la comprensione:
DM 37/08
Art. 1.
Classificazione degli impianti
DM 37/08
Art. 2.
Definizioni relative agli impianti
NOVITÀ
a) impianti di produzione, trasformazione,
trasporto, distribuzione, utilizzazione
dell’energia elettrica, impianti di protezione
contro le scariche atmosferiche, nonché gli
impianti per l’automazione di porte, cancelli e
barriere;
Impianti di produzione, trasformazione,
trasporto, distribuzione, utilizzazione
dell’energia elettrica: i circuiti di alimentazione
degli apparecchi utilizzatori e delle prese a
spina con esclusione degli equipaggiamenti
elettrici delle macchine, degli utensili, degli
apparecchi elettrici in genere. Nell’ambito degli
impianti elettrici rientrano anche quelli di
autoproduzione di energia fino a 20 kw
nominale, gli impianti per l’automazione di
porte, cancelli e barriere, nonché quelli posti
all’esterno di edifici se gli stessi sono collegati,
anche solo funzionalmente, agli edifici;
Sono ricompresi gli impianti di produzione
(generatori) non esplicitamente indicati nella L.
46/90, ance se nel limite dei 20 kw.
Sono comprese anche le automazioni di porte,
cancelli e barriere (per questi impianti, pare,
indipendentemente dal tipo di alimentazione).
Sono compresi anche gli impianti esterni agli
edifici se funzionalmente collegati: ad esempio
illuminazioni di giardini.
Sono nella tipologia a) di impianti quelli ad
installazione fissa alimentati a tensione
superiore a 50 V in corrente alternata e 120 V
in corrente continua.
Inoltre, i sistemi di protezione contro le contro
le scariche atmosferiche sono da ritenersi
appartenenti all’impianto elettrico;
b) impianti radiotelevisivi, le antenne e gli
impianti elettronici in genere;
Impianti radiotelevisivi ed elettronici: le
componenti impiantistiche necessarie alla
trasmissione ed alla ricezione dei segnali e dei
dati, anche relativi agli impianti di sicurezza, ad
installazione fissa alimentati a tensione inferiore
a 50 V in corrente alternata e 120 V in corrente
continua, mentre le componenti alimentate a
tensione superiore, nonché i sistemi di
protezione contro le sovratensioni sono da
ritenersi appartenenti all’impianto elettrico; ai
fini dell’autorizzazione, dell’installazione e degli
ampliamenti degli impianti telefonici e di
telecomunicazione interni collegati alla rete
pubblica, si applica la normativa specifica
vigente;
Il limite dell’impianto b) è determinato dalla
alimentazione. Le installazioni fisse alimentate
a tensione inferiore a 50 V in corrente alternata
e 120 V in corrente continua sono considerate
elettroniche.
NON fanno più parte di questa categoria di
impianti i sistemi di protezione contro le
scariche atmosferiche perché sono da ritenersi
appartenenti all’impianto elettrico.
È chiarito che in questa categoria rientrano gli
impianti di trasmissione segnali, voce e dati
(cablaggi strutturati). Per tali impianti non è
data limitazione dimensionale, ma
l’autorizzazione indicata deve essere intesa
come la “vecchia” autorizzazione Telecom che
è necessaria per connettere l’impianto alla rete
pubblica qualora tale connessione sia effettuata
per mezzo di un numero di linee superiore a
due.
Gli impianti di sicurezza anti intrusione sono in
questa tipologia ma NON gli impianti di
sicurezza intesi come rilevazione di gas, di
fumo e d’incendio.
c) impianti di riscaldamento, di
climatizzazione, di condizionamento e di
refrigerazione di qualsiasi natura o specie,
comprese le opere di evacuazione dei prodotti
della combustione e delle condense, e di
ventilazione ed aerazione dei locali;
NON CITATI NELLE DEFINIZIONI
Pur non essendo citata nelle definizioni tale
tipologia di impianto, è da notare nuovamente
come siano inserite esplicitamente le opere (non
specificate diversamente) di evacuazione dei
prodotti delle condense, di ventilazione ed
aerazione
d) impianti idrici e sanitari di qualsiasi natura
o specie; NON CITATI NELLE DEFINIZIONI
Pur non essendo citata nelle definizioni tale
tipologia di impianto, si ricorda che non
esistono norme tecniche per l’installazione di
tali impianti.
e) impianti per la distribuzione e
l’utilizzazione di gas di qualsiasi tipo,
comprese le opere di evacuazione dei prodotti
della combustione e ventilazione ed aerazione
dei locali;
Impianti per la distribuzione e l’utilizzazione di
gas: l’insieme delle tubazioni, dei serbatoi e dei
loro accessori, dal punto di consegna del gas,
anche in forma liquida, fino agli apparecchi
utilizzatori, l’installazione ed i collegamenti dei
medesimi, le predisposizioni edili e meccaniche
per l’aerazione e la ventilazione dei locali in cui
deve essere installato l’impianto, le
predisposizioni edili e meccaniche per lo
scarico all’esterno dei prodotti della
combustione;
È da notare nuovamente come siano inserite
esplicitamente le predisposizioni edili (citate
espressamente) e meccaniche (citate
espressamente) per l’aerazione e la ventilazione
dei locali in cui deve essere installato
l’impianto, le predisposizioni edili e meccaniche
per lo scarico all’esterno dei prodotti della
combustione;
f) impianti di sollevamento di persone o di
cose per mezzo di ascensori, di montacarichi,
di scale mobili e simili;
NON CITATI NELLE DEFINIZIONI
Vale solo la pena ricordare che per tali impianti
esistono precise e puntuali norme giuridiche e
tecniche cui il DM rimanda esplicitamente.
g) gli impianti di protezione antincendio. Impianti di protezione antincendio: gli impianti
di alimentazione di idranti, gli impianti di
estinzione di tipo automatico e manuale nonché
gli impianti di rilevazione di gas, di fumo e
d’incendio;
È chiarito oltre ogni dubbio che anche gli
impianti manuali sono inseriti in questa
tipologia, così come è chiarito che gli impianti
di rilevazione di gas, di fumo e d’incendio sono
impianti per i quali è necessaria l’abilitazione
specifica per gli impianti indicati all’art. 1,
comma 2° lettera g).
ALTRE NOVITÀ NELLE DEFINIZIONI (art. 2)
Potenza impegnata: è il valore maggiore tra la potenza impegnata contrattualmente con l’eventuale fornitore
di energia, e la potenza nominale complessiva degli impianti di autoproduzione eventualmente installati.
Pertanto se il fornitore di gas (ad esempio) attiva una fornitura idonea al funzionamento di apparecchi sino a
60 kw, ma ne sono installati complessivamente per un uso di 30 kw, la potenza da considerare anche ai fini
della progettazione è quella di 60 kw.
Uffici tecnici interni: strutture costituite da risorse umane e strumentali preposte all’impiantistica, alla
realizzazione degli impianti aziendali ed alla loro manutenzione i cui responsabili possiedono i requisiti
tecnico-professionali previsti dall’articolo 4 . Si tratta del caso di installazioni, per così dire, “in conto
proprio” tipiche delle grandi industrie con servizi di manutenzione interna. Non ha nulla a che vedere con gli
uffici tecnici di una impresa edile che non sia abilitata all’installazione di impianti.
ALTRE NOVITÀ PER LE IMPRESE ABILITATE (art. 3)
Il Decreto Ministeriale n. 37 del 22 gennaio 2008 ribadisce quanto era nella L. 46/90, ovvero gli
impianti posso essere installati ed essere oggetto di manutenzione solamente da IMPRESE con
all’interno un soggetto che abbia i requisiti professionali (responsabile tecnico), non da soggetti che
non siano imprese anche se posseggono i requisiti professionali.
Responsabile tecnico: è chiarito che il responsabile tecnico svolge tale funzione per una sola impresa e la
qualifica è incompatibile con ogni altra attività continuativa.
Per le IMPRESE NON INSTALLATRICI, purché abbiano all’interno uffici tecnici e responsabile tecnico è
chiarito che sono ESCLUSIVAMENTE autorizzate all’installazione, alla trasformazione, all’ampliamento e
alla manutenzione degli impianti, RELATIVI ESCLUSIVAMENTE ALLE PROPRIE STRUTTURE
INTERNE e nei limiti della tipologia di lavori per i quali il responsabile possiede i requisiti, NON ALTRI
IMPIANTI. A TALI IMPRESE NON È ASSOLUTAMENTE PERMESSO INSTALLARE AD ALTRI
SOGGETTI ANCHE SE SI TRATTA DI IMPRESE CONSOCIATE, PARTECIPATE O SIMILI.
REQUISITI TECNICO-PROFESSIONALI (art. 4)
Il DM 37/08 ha variato i requisiti tecnico professionali nel modo seguente.
Nel caso di LAUREA in materia tecnica specifica è sufficiente il titolo di studio senza esperienza lavorativa.
Nel caso di DIPLOMA O QUALIFICA CONSEGUITA AL TERMINE DI SCUOLA SECONDARIA
DEL SECONDO CICLO, gli anni CONTINUATIVI di inserimento alle dirette dipendenze di una impresa
del settore, aumentano da uno a due (nel caso di lavoro non a tempo pieno è proporzionalmente maggiorato)
per gli impianti delle lettere a), b), c), e), f), g), mentre per quelli della lettera d) rimane uno (nel caso di
lavoro non a tempo pieno è proporzionalmente maggiorato).
Per chi ha conseguito TITOLO O ATTESTATO AI SENSI DELLA LEGISLAZIONE VIGENTE IN
MATERIA DI FORMAZIONE PROFESSIONALE, il periodo di inserimento aumenta da due a quattro
anni CONSECUTIVI per gli impianti delle lettere a), b), c), e), f), g) (nel caso di lavoro non a tempo pieno
è proporzionalmente maggiorato), mentre per quelli della lettera d) rimane uno (nel caso di lavoro non a
tempo pieno è proporzionalmente maggiorato).
Rimane, invece, invariato il PERIODO DI TRE ANNI COME OPERAIO SPECIALIZZATO necessario
per ottenere l’abilitazione, per chi ha svolto prestazioni lavorative alle dirette dipendenze di un’impresa
abilitata nel ramo per cui si richiede l’abilitazione. Tale periodo di tre anni è computato escludendo quello ai
fini dell’apprendistato e quello svolto come operaio qualificato. N el caso di lavoro non a tempo pieno il
periodo è proporzionalmente maggiorato.
Novità, invece per TITOLARI E SOCI DI IMPRESA E COLLABORATORI FAMIGLIARI, per
costoro l’esperienza idonea ad essere riconosciuti come responsabili tecnici aumenta da tre a sei anni per gli
impianti delle lettere a), b), c), e), f), g), mentre per quelli della lettera d) aumenta da tre a quattro anni.
COME NELLA L. 46/90 NON VIENE MENZIONATO IN NESSUN CASO L’OBBLIGO DI
SUPERAMENTO DI SPECIFICO ESAME DI ABILITAZIONE O RICONOSCIMENTO
DELL’IDONEITÀ PROFESSIONALE.
PROGETTAZIONE DEGLI IMPIANTI (art. 5)
Decreto Ministeriale n. 37 del 22 gennaio 2008 inserisce un’altra differenza sostanziale nelle prescrizioni
riguardanti l’obbligo di progettazione degli impianti. Infatti, con la dicitura “Per l’installazione, la
trasformazione e l’ampliamento degli impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettere a), b), c), d), e), g), è
redatto un progetto.” indica che È SEMPRE OBBLIGATORIO UN PROGETTO.
Secondo la tipologia di impianto, però, il progetto DEVE essere redatto da un professionista iscritto negli
albi professionali secondo la specifica competenza tecnica richiesta, oppure PUÒ, come specificato
all’articolo 7, comma 2, essere redatto, dal responsabile tecnico dell’impresa installatrice.
in ogni caso, il progetto deve sempre esserci ed essere alla base dell’installazione, la trasformazione e
l’ampliamento degli impianti.
Di seguito si citano i casi di progetto redatto obbligatoriamente da professionista iscritto negli albi
professionali secondo la specifica competenza tecnica. L’elaborazione di detti progetti deve seguire la regola
dell’arte. In altre parole essere redatti conformemente alla vigente normativa e alle indicazioni delle guide e
alle norme dell’UNI, del CEI o di altri Enti di normalizzazione appartenenti agli Stati membri dell’Unione
europea o che sono parti contraenti dell’accordo sullo spazio economico europeo.
IMPIANTI CON OBBLIGO DI PROGETTO
REDATTO DA PROFESSIONISTA ISCRITTO NEGLI ALBI PROFESSIONALI
RIFERIMENTO
“LETTERA
IMPIANTO”
ex DM 37/08
impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera a), per tutte le utenze condominiali e per utenze
domestiche di singole unità abitative aventi potenza impegnata superiore a 6 kw o per utenze
domestiche di singole unità abitative di superficie superiore a 400 mq a)
impianti elettrici realizzati con lampade fluorescenti a catodo freddo, collegati ad impianti elettrici,
per i quali è obbligatorio il progetto e in ogni caso per impianti di potenza complessiva maggiore di
1200 VA resa dagli alimentatori; a)
impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera a), relativi agli immobili adibiti ad attività produttive,
al commercio, al terziario e ad altri usi, quando le utenze sono alimentate a tensione superiore a
1000 V, inclusa la parte in bassa tensione, o quando le utenze sono alimentate in bassa tensione
aventi potenza impegnata superiore a 6 kw o qualora la superficie superi i 200 mq
a)
impianti elettrici relativi ad unità immobiliari provviste, anche solo parzialmente, di ambienti
soggetti a normativa specifica del CEI, in caso di locali adibiti ad uso medico o per i quali sussista
pericolo di esplosione o a maggior rischio di incendio, nonché per gli impianti di protezione da
scariche atmosferiche in edifici di volume superiore a 200 mc
a)
impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera b), relativi agli impianti elettronici in genere quando
coesistono con impianti elettrici con obbligo di progettazione b)
impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera c), dotati di canne fumarie collettive ramificate,
nonché impianti di climatizzazione per tutte le utilizzazioni aventi una potenzialità frigorifera pari o
superiore a 40.000 frigorie/ora c)
impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera e), relativi alla distribuzione e l’utilizzazione di gas
combustibili con portata termica superiore a 50 kw o dotati di canne fumarie collettive ramificate, o
impianti relativi a gas medicali per uso ospedaliero e simili, compreso lo stoccaggio e)
impianti di cui all’articolo 1, comma 2, lettera g), se sono inseriti in un’attività soggetta al rilascio del
certificato prevenzione incendi e, comunque, quando gli idranti sono in numero pari o superiore a 4
o gli apparecchi di rilevamento sono in numero pari o superiore a 10 g)
NOTA IMPORTANTE
MAI è previsto il progetto del tecnico professionista per gli impianti della lettera d);
SEMPRE è previsto il progetto per l’installazione degli impianti della lettera f) ma è un caso disciplinato da
norme specifiche.
Il progetto del tecnico professionista deve contenere sempre almeno gli schemi dell’impianto e I DISEGNI
PLANIMETRICI nonché una relazione tecnica sulla consistenza e sulla tipologia dell’installazione, della
trasformazione o dell’ampliamento dell’impianto stesso, con particolare riguardo alla tipologia e alle
caratteristiche dei materiali e componenti da utilizzare, nel rispetto delle specific he normativ e tecnic he
vigente ai luoghi di installazione, nonché alle misure di prevenzione e di sicurezza da adottare. Qualora
l’impianto progettato sia oggetto di variazione in corso d’opera, il progetto originario deve essere integrato
con la necessaria documentazione tecnica attestante le varianti. L’installatore è tenuto a fare riferimento nella
dichiarazione di conformità sia al progetto sia alle eventuali varianti.
Il progetto è depositato presso lo sportello unico per l’edilizia del comune in cui deve essere realizzato
l’impianto entro 30 giorni dalla conclusione dei lavori nel caso di rifacimento e installazione di nuovi
impianti in edifici già dotati di certificato di agibilità, contestualmente al progetto edilizio in caso di
permesso a costruire o DIA.
ATTENZIONE!
Nel caso di progetto NON obbligatoriamente redatto dal tecnico professionista, ma dal responsabile tecnico
dell’impresa, l’elaborato tecnico è costituito almeno dallo schema dell’impianto da realizzare, inteso come
descrizione funzionale ed effettiva dell’opera da eseguire eventualmente integrato con la necessaria
documentazione tecnica attestante le varianti introdotte in corso d’opera, NON QUINDI DA DISEGNI
PLANIMETRICI.
ATTENZIONE INOLTRE!
Non esiste più la possibilità da parte dell’installatore (responsabile tecnico) di dimensionare l’installazione in
corso d’opera. L’INSTALLAZIONE DEVE ESSERE PROGETTATA FORMALMENTE PRIMA
DELL’ESECUZIONE.
REALIZZAZIONE ED INSTALLAZIONE DEGLI IMPIANTI (art. 6)
Gli impianti devono essere realizzati ESCLUSIVAMENTE secondo la regola dell’arte, in conformità alla
normativa vigente e le imprese installatrici sono responsabili della corretta esecuzione. Per regola dell’arte si
intende la conformità alla vigente normativa e alle norme dell’UNI, del CEI o di altri Enti di normalizzazione
appartenenti agli Stati membri dell’Unione europea o che sono parti contraenti dell’accordo sullo spazio
economico europeo.
IL CONCETTO DI LIVELLO DI SICUREZZA EQUIVALENTE DI CUI ALL’ART. 5 COMMA 5 DEL
DPR 447/91 (Regolamento della L 46/90) NEL CASO IN CUI NON VENGANO SEGUITE LE NORME
TECNICHE UNI E CEI NON ESISTE PIÙ.
ATTENZIONE!
Nel caso di impianti realizzati in attività produttive, si applicano le norme generali di sicurezza di cui
all’articolo 1 del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 31/03/89 e le relative modificazioni.
In altre parole la norma citata è la seguente:
Nella progettazione, nella realizzazione e nella gestione delle attività industriali i fabbricanti sono tenuti a
conformarsi a tutte le disposizioni vigenti in materia di sicurezza del lavoro, di prevenzione incendi e di
tutela della popolazione e dell’ambiente. In particolare i fabbricanti devono ottenere dal competente comando
dei vigili del fuoco le autorizzazioni concernenti la prevenzione incendi previste dalle norme vigenti ed
uniformarsi alle disposizioni contenute nel:
a) regio decreto 9 gennaio 1927, n. 147;
b) regio decreto 12 maggio 1927, n. 824;
c) testo unico delle leggi sanitarie, approvato con regio-decreto 27 luglio 1934, n. 1265;
d) decreto del presidente della repubblica 27 aprile 1955, n. 547;
e) decreto del presidente della repubblica 19 marzo 1956, n. 303;
f) legge 23 dicembre 1978, n. 833 , e successive modifiche, integrazioni e decreti applicativi;
g) decreto del presidente della repubblica 29 luglio 1982, n. 577;
h) legge 7 dicembre 1984, n. 818.
Il richiamo alle disposizioni di cui sopra va esteso alle successive modifiche ed integrazioni nonché ai decreti
applicativi
Tale DPCM 31/03/89 è la norma di attuazione del DPR 17/05/88 n. 175 inerente ai relativa ai rischi di
incidenti rilevanti connessi con determinate attività industriali.
GLI IMPIANTI ELETTRICI “CIVILI” REALIZZATI PRIMA DEL 13/03/90 (PRE L. 46/90) (art. 6)
Gli impianti elettrici nelle unità immobiliari ad uso abitativo realizzati prima del 13/03/90 (pre L. 46/90) si
considerano adeguati se dotati di sezionamento e protezione contro le sovracorrenti posti all’origine
dell’impianto, di protezione contro i contatti diretti, di protezione contro i contatti indiretti o protezione con
interruttore differenziale avente corrente differenziale nominale non superiore a 30 mA.
DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ (art. 7)
NON ESISTE PIÙ IL “MODULO MINISTERIALE” DELLA L 46/90, ORA È DIVERSA!
Ora vale la “modulistica” degli allegati I e II del Decreto Ministeriale n. 37 del 22 gennaio 2008.
Allegato I per ditte installatrici propriamente dette;
Allegato II per ditte non installatrici per i propri impianti;
ATTENZIONE!
Nel primo caso, Allegato I per ditte installatrici propriamente dette, il modulo allegato al DM non presenta la
firma di ricevuta da parte del cliente, cosa del resto riscontrata anche in quella prevista dalla L. 46/90. È
opportuno, se non indispensabile, che l’impresa di installazioni integri tale stampato con una nota da fare
firmare al committente che attesta la ricevuta della documentazione da parte del committente medesimo.
È da rilevare come in entrambe le dichiarazioni di conformità e nel progetto debba essere espressamente
indicata la compatibilità tecnica con le condizioni preesistenti dell’impianto. Qualora non ci sia compatibilità
tecnica si deve “crearla” con apposito adeguamento. Questo sta ad indicare che in caso di non compatibilità
non si potrà invocare la responsabilità dell’impresa installatrice limitata all’intervento eseguito.
UNA NOVITÀ: LA “DIRI” DIchiarazione di RIspondenza (art 7 comma 6°)
Nel caso in cui la dichiarazione di conformità non sia stata prodotta o non sia più reperibile (fermo restando
l’applicazione delle sanzioni previste), tale documento è sostituito, ma solo per gli impianti eseguiti prima
del 27/03/2008 da una DIchiarazione di RIspondenza, resa da un professionista iscritto all’albo professionale
per le specifiche competenze tecniche richieste, che ha esercitato la professione, per almeno cinque anni, nel
settore impiantistico cui si riferisce la dichiarazione, sotto personale responsabilità, a fronte dell’esito di uno
specifico sopralluogo e puntuali accertamenti.
Nel caso di impianti che non debbano essere redatti obbligatoriamente da un professionista (si veda sopra), la
DIRI può essere resa dal responsabile tecnico di un’impresa abilitata all’installazione purché ricopra il ruolo
da almeno 5 anni ovviamente nel settore impiantistico cui si riferisce la dichiarazione.
Il DM 37/08 non specifica la formalità con la quale debba essere resa la DIRI, è quindi presumibile che tale
dichiarazione sarà “imposta” con un diffuso uso di un facsimile. In ogni caso si ritiene che tale atto debba
sostanzialmente richiamare i contenuti della dichiarazione di conformità integrandoli con gli elementi che
comprovino i requisiti professionali di chi la rilascia e gli elementi del sopralluogo ed i referti delle prove
strumentali qualora richiesti, unitamente a parte degli allegati tecnici obbligatori.
ISTRUZIONI DELL’IMPIANTO (art 8)
Anche se non esplicitamente richiesto come allegato alla dichiarazione di conformità, l’articolo 8 cita le
istruzioni predisposte dalla ditta installatrice e dai fabbricanti della componentistica che in questo modo
appare una precisa formalità cui deve attivarsi l’installatore.
Pertanto è da ritenere che all’atto della consegna al cliente della dichiarazione di conformità, l’impresa deve
allegare apposite istruzioni per conservare le caratteristiche di sicurezza. Tali istruzioni, anche in una ottica
di tutela dell’impresa sono da considerare allegati, nei fatti, obbligatori al pari di ogni fascicolo di istruzione
per i beni di consumo in particolare di quelli con marcatura CE.
CONSEGNA DELLA DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ AL DISTRIBUTORE/VENDITORE
DELL’ENERGIA. (art 8)
Nella prassi comune questa non è precisamente una novità essendo formalità già ampiamente consolidata. È
chiarito che la consegna di tale documento è da intendersi privo di ogni allegato, ed in questo sta
sostanzialmente la novità.
C’è una contraddizione, però, nel disposto dei commi 3 e 4 laddove è richiesta la consegna della
dichiarazione di conformità anche per aumento di potenza, ovvero di portata termica del gas, in quanto si può
ipotizzare il non raro caso che a fronte di un aumento di potenza o di portata termica si presenti una
dichiarazione di conformità con citato un progetto di un impianto non corrispondente ai limiti citati
nell’articolo 5. Sarebbe più logico che in fase di aumento della potenza o portata termica il
distributore/venditore richieda o l’adeguamento dell’impianto o il non necessario adeguamento dell’impianto
rispetto a quello certificato.
DEPOSITO PRESSO LO SPORTELLO UNICO PER L’EDILIZIA DEL PROGETTO, DELLA
DICHIARAZIONE DI CONFORMITÀ O DEL CERTIFICATO DI COLLAUDO. (art. 11)
Nel testo del DM è presente un refuso laddove cita gli impianti della lettera h). Nelle bozze del
provvedimento tale lettera sta ad indicare gli impianti di automazione cancelli ecc. che ora sono ricompresi
nella lettera a).
Le formalità riguardanti la consegna allo sportello unico all’edilizia sono sostanzialmente ciò che già
avveniva nella prassi quotidiana, ma la novità formale è che la consegna alla CCIAA della dichiarazione di
conformità non è più eseguita per l’operato dell’impresa installatrice, ma per quello dello sportello unico. È
da ritenere che allo sportello unico si debbano inviare due dichiarazioni, una con gli allegati destinata alle
attività dello sportello medesimo, la seconda senza allegati che lo sportello trasmette alla CCIAA.
In questo modo pare superata la responsabilità, con le conseguenti sanzioni all’impresa per il non aver
consegnato almeno semestralmente la dichiarazione di conformità alla CCIAA per le verifiche che le sono
proprie.
CARTELLO INFORMATIVO (art 12)
Non è chiarito cosa si intende con termine “ristrutturazione”, ciò premesso è da ritenere che ogni qualvolta si
esegua operazioni con rilascio di dichiarazioni di conformità, si debba dare pubblicità del fatto per mezzo del
cartello citato che deve contenere quanto indicato nell’articolo medesimo.
DOCUMENTAZIONE (art. 13)
È reso ufficiale l’obbligo della fornitura della documentazione degli impianti in caso di trasferimento
dell’immobile a qualsiasi titolo a carico del committente gli impianti oggetto di installazione o manutenzione
straordinaria. È stabilito inoltre che la fornitura dei documenti sia citata, ad esempio, nei contratti di vendita
o in quelli di locazione. Questo fatto è derogabile, ma negli atti di trasferimento prima citati deve essere
espressamente indicato la non fornitura della documentazione.
SANZIONI (art 15)
Nel DM 37/08 paiono eliminate le sanzioni per il committente, anche se “vivono” nell’art 16 della L46/90
che riguardo gli importi devono essere prima aggiornati, poi convertiti in euro ed infine raddoppiati.
NULLITÀ DEI CONTRATTI EX ART 1418 CC (art 15)
È sostanzialmente una novità. Vero è che si prima (L. 46/90), sia oggi (DM 37/08), gli impianti potevano e
possono essere eseguiti da IMPRESE abilitate “tramite” la figura del responsabile tecnico ma oggi si parla
anche di nullità del contratto di installazione e del diritto ad esercitare la richiesta di risarcimento dei danni
da parte di un committente incauto. Considerando che il committente è tenuto ad affidare i lavori di
installazione dell’impianto ad impresa per la quale ha preventivamente accertato l’idoneità (art 8) è possibile
che in caso di contenzioso il committente sia sempre considerato “soggetto debole” in caso di affidamento
dell’incarico ad impresa non qualificata e quindi in giudizio, oltre alla nullità ex art 1418 CC ed il
conseguente risarcimento, sia invocata anche il reato di truffa ( art. 640 CP) qualora ci sia attività
ingannatoria capace di indurre il committente in errore attraverso artifici e raggiri per affidare i lavori e la
truffa sia invocato anche senza querela di parte per effetto delle circostanze aggravanti previste dall’art. 61
C.P. o nel caso che l’installazione sia per qualsiasi ente pubblico.
QUESTIONI APERTE
il DM 37/08 lascia aperte numerose questioni che si elencano.
Ø Il richiamo esplicito al DPCM 31/03/89 che è la norma di attuazione del DPR 17/05/88 n. 175
inerente ai rischi di incidenti rilevanti connessi con determinate attività industriali sta indicare che si
devono usare tenere presente le norme di cui all’art. 1 del DPCM 31/03/89 a tutte le installazioni non
civili o solo a quelle collocate a determinate attività industriali?
Ø Le imprese abilitare per l’impiantistica NON civile ora sono abilitate per quella civile?
Ø Le imprese installatrici di cui alla lettera b) ex L. 46/90 che eseguivano impianti di protezione da
scariche atmosferiche ora possono farlo ancora? È automatico il riconoscimento a costoro della
lettera a) ex DM 37/08? Se non automatico che formalità devono attivare?
Ø Ci sarà un periodo transitorio analogo a quello di entrata in vigore della L. 46/90 durante il quale gli
interessati potranno dimostrare; come allora, la materiale effettuazione di impianti per il
riconoscimento delle “lettere nuove” rispetto a quelle “vecchie” già possedute?
Ø La CIG 10738 è da considerare tal quale una DIRI?
Ø In analogia a quanto verificatosi con il gas tramite la CIG 10738 c’è da aspettarsi che il CEI emetta
qualcosa?
Ø La DIRI determinerà un impianto solamente “sicuro” come la CIG 10738 o un impianto a “norma”?
Ø La nuova classificazione degli impianti che è diversa da quella della L. 46/90 mette “fuori norma” gli
impianti installati da chi allora aveva i requisiti ed ora non gli ha? (esempio impianti di protezione da
scariche atmosferiche)
Ø Gli impianti esistenti inerenti l’automazione di porte, cancelli e barriere, sono tutti da adeguare
“formalmente” con la DIRI?
Ø Gli impianti di trasmissione di segnali telefonici, dati ecc. … , sono tutti da adeguare “formalmente”
con la DIRI?
Ø Tutte le abilitazioni ancora esistenti con lettera g) ex L. 46/90 erroneamente limitate sono da
convertire in lettera g) ex DM 37/08 non limitata? Se si in che modo?
Ø Gli impianti gas non progettati con potenzialità termica fornita dal venditore pari o superiore a 50 kw
ma utilizzata in modo inferiore ai 34,8 sono tutti oggetto di DIRI da parte del professionista?
Ø Gli impianti gas non progettati con potenzialità termica fornita dal venditore pari o superiore a 34,8
kw ma utilizzata in modo inferiore ai 34,8 sono tutti oggetto di DIRI da parte dell’installatore
responsabile tecnico da almeno 5
anni.

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Depuratori di fuliggine e fumo, messa a norma forni a legnaABBATTITORI DI FULIGGINE,azienda specializata nella costruzione di impianti di aspirazione con produzione di centrali a carboni attivi,Abbattitori di fumo per pizzerie,panifici,biomassa,bracerie,spazzacamino,canne fumarie inox,specializato nella produzione di sistemi di filtrazione ad acqua a riciclo,o a secco con costruzione di centrali a carboni attivi con prefiltrazione meccanica con filtri di varie efficienze di stadi di filtrazione. Forni a legna abbattitori di fuliggine,componenti per la depurazione cappe di cucine,centrali a carboni attivi,centrali con fitri elettrostatici,ricambi fitri meccanici,aspiratori cassonati di varie portate,con costruzione e sviluppo delle misure in base alle esigenze di montaggio. La ventiltecnoful srl( azienda certificata iso 9001/2008 perry johnson) la produzione conforme e certificata norme ce,la poduzione e la vendita di abbattitori di fuliggine,centrali di depurazioni,deve essere corredata di tutta la documnetazione tecnica ed legale ossia certificazione CE,e tutti i relativi documenti neccesari per poter distibuire nella rete commerciale europea il prodotto. http://www.ventiltecnoful.it http://www.abbattitoridifuliggine.com http://www.depurina.it http://www.ventiltecnoful.biz Ventiltecnoful srl,produttore di ABBATTITORI DI FULIGGINE.
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